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GEOMANZIA

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LE ORIGINI DELLA GEOMANZIA

Il termine Geomanzia indica due ambiti di conoscenza diversi fra loro. Il primo, di origine cinese, riguarda lo studio della manifestazione fisica sulla terra dell’energia universale (Feng Shui), mentre il secondo riguarda una tecnica divinatoria. Nella prima accezione, potrebbe essere stata nota sin dall’epoca neolitica. Pare, infatti, che la Geomanzia sia stata utilizzata da Celti, Romani e Bizantini, che orientavano le loro abitazioni utilizzando o i punti cardinali o addirittura gli astri, grazie a una visione globale del sistema universo, in cui ogni singolo elemento è collegato agli altri. La Geomanzia, in questo caso, è la ricerca e la collocazione del campo energetico “uomo” nel campo energetico “pianeta”. I due campi, infatti, secondo questa visione, creerebbero un complesso sistema di reciproche relazioni, in cui tutto è collegato al tutto. In equilibrio tra loro, le forze energetiche dei campi in relazione consentono di trovare armonia e benessere.
Tanto affascinante quanto semplice, la Geomanzia è usata, tuttavia, anche per "prevedere" il futuro. Per la sua semplicità, il metodo, a differenza di altri sistemi divinatori, non richiede particolari doti sovrasensoriali, ma solo esercizio e passione. In questa seconda – non meno interessante – accezione si fa derivare il termine “Geomanzia” dal greco (geo, cioè terra, e manteia, cioè divinazione). Non è ancora del tutto certa la sua origine.
C’è chi affida la sua paternità ai Persiani e c’è chi, invece, la affida agli Arabi. Si narra, comunque, che già gli uomini primitivi leggessero nelle costellazioni i segni lasciati dagli Dei, attraverso cui tentarono di individuare dei messaggi in grado di “predire” ciò che veniva loro riservato proprio dagli Dei e, quindi, dal futuro. Furono gli stessi uomini primitivi a cercare di riprodurre gli stessi segni sulla terra o sulla sabbia, in modo da impararne il linguaggio. Ecco perché si pensa che la Geomanzia sia uno dei più antichi metodi divinatori. La maggior parte degli studiosi, comunque, concorda sul fatto che essa ha avuto origine in Persia, molti millenni fa. Ma solo tra il XIV e il XV secolo si cominciarono a trovare opere che trattano di Geomanzia. Successivamente, furono approfonditi gli studi, alcuni dei quali cercarono di rintracciare analogie e corrispondenze tra la Geomanzia e un’altra arte: l’Astrologia. Oggi, la Geomanzia, seppure con il grande slancio offerto dagli Arabi, è diffusa e praticata sia in Occidente sia in Oriente.

COME USARE LA GEOMANZIA E COME PORRE LA DOMANDA

E’ idea piuttosto diffusa che la Geomanzia possa essere usata per responsi a breve termine: diciamo circa un mese. Il momento in cui porre la domanda è importante. Occorre un luogo silenzioso ed essere in tranquillità. Una domanda posta in modo poco chiaro, inoltre, potrebbe “falsare” il responso. Non bisogna porre una domanda che implica una scelta tra due o più possibilità. Tenete conto, inoltre, di tutte le implicazioni insite nelle parole, in poche parole, mai lasciare spazio all’ambiguità. E, a differenza di altre arti divinatorie (Cartomanzia, ad esempio), è preferibile porre delle domande semplici, non troppo articolate, lineari.
Se necessario e volete approfondire, caso mai, semplificate la questione con delle sotto-domande.
Anche il modo di porre la domanda è importante. Ad esempio, non chiedete se il rapporto con una persona rappresenta una bella amicizia, quando in realtà vi aspettate un rapporto di coppia da quella persona stessa.
Se vi viene offerto un lavoro e il vostro desiderio è più legato alla carriera piuttosto che al mero aspetto economico, allora chiederete:
-Il lavoro che mi è stato proposto è positivo per la mia carriera?-
Se, al contrario, è l’aspetto economico ciò che vi interessa di più, allora è meglio chiedere:
-Il lavoro che mi è stato proposto mi porterà dei vantaggi economici?-


Evitate di cimentarvi quando siete troppo ansiosi perché rischiereste di trasmettere le vostre ansie e le vostre paure al responso. Ma evitate di chiedere anche quando siete troppo euforici perché il rischio, sebbene in positivo, sarebbe uguale.
Insomma, niente stati d’animo momentanei e falsati. Cercate di usare Geomanzia quando siete con la mente e il cuore liberi da angosce o da aspettative e aperti a ogni tipo di risposta possibile e non solo a quella che vi aspettate.

SIMBOLI GEOMANTICI E RIFERIMENTI ASTROLOGICI

I simboli geomantici sono 16. Ognuno di essi è formato da 4 linee (da cui
l’analogia con i-Ching) e ognuna di esse è formata da punti.
I punti possono essere dispari (se sulla linea ne compare solo 1) o pari (se sulla linea ne compaiono 2). Ogni Figura si ottiene facilmente, variando il modo in cui si
dispongono 1 o 2 punti sulle 4 linee di cui è formato ogni simbolo. Ogni Figura, inoltre, è associata ad uno dei 4 elementi primari (Acqua, Aria, Terra, Fuoco), a uno dei 7 pianeti (Marte, Venere, Mercurio, Luna, Sole, Saturno, Giove) e a uno dei 12 segni zodiacali (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci).
Come detto precedentemente, i simboli sono 16:
Puer, Amissio, Albus, Via, Populus, Fortuna Major, Fortuna Minor, Conjunctio, Puella, Rubeus, Acquisitio, Carcer, Tristizia, Laetitia, Caput Draconis, Cauda Draconis.

Lo scudo, tema o schema, geomantico, è formato da 15 Case.
Ogni Casa di un tema geomantico rappresenta un settore della vita del consultante. La distribuzione delle Figure nelle Case è fondamentale perché è proprio nella Casa del settore corrispondente alla domanda che bisognerà andare a rintracciare il Significatore. Da lì, poi, opposizioni, quadrature, trigoni, sestili e tutto ciò che rema contro o a favore e che ci può dare un quadro più completo della situazione e, soprattutto, di come affrontarla per cercare di risolverla. In questo, la Geomanzia ha molto a che fare con l’Astrologia e infatti, le prima 12 Case geomantiche corrispondono, per quanto riguarda i settori di interesse, esattamente alle 12 Case astrologiche. Le altre 3 case (Testimone del Passato, Testimone del Futuro e Giudice) sono, diciamo, aggiuntive e danno un responso meno articolato, ma generalmente altrettanto chiaro. C’è persino un ulteriore passo, al quale si arriva quando il responso, dopo essere arrivati alla fine dell’interpretazione, può risultare ancora oscuro. In quel caso, oltre al Giudice, si può elaborare una 16° figura (il Riconciliatore) che è la sintesi tra il Giudice e il Significatore. Si elabora, come per il Giudice dalla somma di due Figure che, in questo caso, saranno proprio il Giudice e il Significatore.
Se cercate solo un sì o un no alla vostra domanda o, comunque, una risposta semplice, basterà guardare solo il Giudice (e il Testimone del Futuro), ma se volete un responso più articolato e motivato, allora guardare le Figure dentro le Case è inevitabile.

Ricordate,  che le scelte di vita sono e devono restare nelle vostre mani.
Nessuna “predizione” del futuro dovrà mai “influenzare” le vostre scelte che dovranno, al contrario, rimanere sempre solo ed esclusivamente sotto le ali della vostra responsabilità, pur se questo comporta errori, cadute, dolore, sofferenza.
Le divinazioni, tenendo conto sempre del consistente margine di errore di interpretazione umana, possono semmai essere una “guida”, l’occhio che vi può invitare a riflettere su aspetti, contesti, elementi, che tendono a sfuggire alla consapevolezza. Inoltre, un’ultima raccomandazione: non abusatene e ponetevi nei confronti del metodo (così come della vita, vostra e altrui) con il cuore puro e con il preciso intento di procedere, sempre e comunque, per il bene massimo, vostro e degli altri.

Tratto da: www.lamiacartomanzia.com che ringraziamo per la  concessione e al quale restano i diritti di copyright a tutti gli effetti legali.


Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 gennaio 2008 )
 

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