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N el misterioso mondo degli Antichi Celti il legame tra uomo e natura era profondo e vitale, magico nel suo equilibrio, essenziale.
L'uomo, strettamente legato alla Madre Terra, è visto come una creatura che, seguendo il ritmo armonico delle stagioni, muta e dispensa i suoi doni come la terra, che dona fiori e profumi che variano con il mutare del tempo.
L'Uomo, così, è collegato alla Terra anzichè al Cielo e al suo movimento.
E' l'albero, per gli antichi Celti, l'espressione più vigorosa e rappresentativa delle forze della natura; era il tramite fra Cielo e Terra, ponte vivente fra la dimensone Divina e l'Umanità; quindi creatura Sacra e degna di venerazione.

Nella loro misteriosa sapienza, i Druidi, Sacerdoti degli Antichi Celti, suddivisero il loro zodiaco in 21 settori, ognuno rappresentato da un albero, che comunica e trasmette ai nativi qualcosa della sua energia, della sua essenza qualitativa, della sua personalità.
Così, idealmente al riparo sotto la sua folta chioma e amorevolmente abbracciati al suo forte tronco, possiamo trovare l'ispirazione per guardare più profondamente dentro di noi, per capirci un po' di più, sondando nei meandri della nostra personalità.
Prima di addentrarci nei particolari dell'Astrologia Celtica, è utile operare un aggancio, seppure sommario, con il nostro Zodiaco: ogni segno, nel nostro oroscopo, è suddiviso in tre decadi.
Nella suddvisione Celtica, un ruolo particolare hanno le decadi corrispondenti alle nostre decadi centrali dei Segni Fissi (Toro-Leone-Scorpione-Aquario) : esse sono state affidate al Pioppo, che praticamente governa il fulcro, il periodo centrale delle quattro stagioni.
Altra particolarità la ritroviamo in corrispondenza del primo giorno di ogni stagione, il primo grado dei nostri Segni Cardinali (Ariete-Cancro-Bilancia-Capricorno) ovvero gli Equinozi ( 21 marzo e 23 settembre) e i Solstizi ( 24 giugno e 22 dicembre). Ognuno di essi è presieduto da un albero che quindi governa un solo giorno: alla Quercia è affidato l'Equinozio di Primavera, alla Betulla il Solstizio d'Estate, il Faggio sovrintende al Solstizio d'Inverno e l'Olivo all'Equinozio d'Autunno.
Oltre a questi, ricordando che la tradizione Celtica divide l'Oroscopo in periodi di 10 giorni, le influenze di un albero investono due decadi, che possiamo indicare (sempre operando un parallelo ideale con il nostro Zodiaco) come una decade di un segno e una decade del segno opposto ( per esempio Ariete-Bilancia)
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